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| La
storia |
Centro langarolo, che anticamente sorgeva
su una rocca sulla destra del Belbo, da cui a preso il
nome, in seguito alle piene fu poi ricostruito in basso
sulla destra del torrente.
Le notizie sul nostro paese, in questo tempo si deducono
esclusivamente dai contratti dei feudi e delle servitù
di passaggio tra i vari dominii.
Il Comune di Asti, ad esempio, comprò dalla Contea
di Loreto il passaggio per Rocchetta, verso la strada
delle Langhe.
Tale diritto venne confermato nel 1188dal marchese di
Cortemilia.
Tra le curiosità storiche Rocchetta vanta nel 1244,
inizio di novembre, il passaggio del Papa Innocenzo IV,
che fuggiva in Francia per non cadere nelle mani di Federico
II.
Per il resto a transitare per il paese furono soprattutto
eserciti invasori al soldo dei potenti di turno:
gli Angiò, i Visconti, imperatori tedeschi, francesi
o spagnoli, Marchesi del Monferrato e così via
per finire con i Savoia.
Questa soluzione politica porta un certo vantaggio per
la nostra popolazione, riducendo le tasse da pagare e
concedendo ampia libertà circa il mercato del sale,
del vino, del tabacco e dei bozzoli da seta.
Questa soluzione politica porta un certo vantaggio per
la nostra popolazione, riducendo le tasse da pagare e
concedendo ampia libertà circa il mercato del sale,
del vino, del tabacco e dei bozzoli da seta.
Dopo la rivoluzione francese, nella campagna d'Italia,
napoleone ha invaso le nostre terre, esigendo denaro,
cariaggi e pene e abbandonando poi a Cossano e Santo Stefano
centinaia di soldati ammalati da curare.
Con la caduta di Napoleone e il Congresso di Vienna (1814)
ha termine la dominazione straniera in Piemonte e ritorna
il re Vittorio Emanuele I, acclamato come "vera grazia
di Dio".
Dai documenti del passato possiamo anche desumere informazioni
interessanti sul tipo di occupazione che avevano gli abitanti
di Rocchetta: tributi da pagare ai vari feudatari erano
adempiuti in generi alimentari (chiamati anticamente da
queste parti con il nome di "rose") fra cui
avevano particolare importanza le castagne, il vino, i
funghi e la selvaggina.
Questo potrebbe essere una spiegazione per l'elevato numero
di cacciatori, pescatori e di cercatori di tartufi e funghi
rimasti in attività nel paese.
Il paese è stato danneggiato dalle alluvioni negli
anni 1858, 1861, 1926, 1948, 1968 e 1994.
Vigneti di moscato, piantamenti di noccioli, moderni frutteti
sono oggi il segno di una vitalità imprenditoriale
che continua ad avere il proprio fulcro nell'agricoltura. |
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